La scuola del silenzio

Una vacanza dal rumore: corsi di silenzio (artistico, meditativo, escursionistico), fra le colline di Anghiari

Convegni & maratone del silenzio

Da Milano a Torino, da Foligno a Roma, incontri con audiologi, naturalisti, astronomi, filosofi, scrittori...

I taccuini del silenzio

Pensieri per un momento di stacco, libri da tenere in tasca, per ritagliarsi una pausa di silenzio.

Spettacoli, festival, mostre del silenzio

Reading, concerti, festival, gite in barca e nelle oasi acustiche, mostre: il silenzio può essere un'occasione di divertimento e passeggiate

Il pubblico

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Il segreto all'opera

Emanuela Mancino - Il segreto all'opera, pratiche di riguardo per un'educazione del silenzio
Collana Accademia del Silenzio, 3,32 euro, 58 pp., ISBN 978-88-5751-837-4

Il silenzio, se accade ed è evento di cui è possibile parlare (ovvero se si esclude dal panorama del nostro ragionamento il silenzio assoluto), è luogo di margine e di possibilità. È territorio inquieto di un crinale di scambio tra ciò che si dice e non si dice, tra il pensabile, l’eventuale e la libertà di ogni altrimenti. Imparare ad educare sguardo ed ascolto al silenzio sviluppa pratiche di conversazione con la retorica segreta dell’altro, in quello spazio che il tacere ci insegna ad abitare. Il silenzio, infatti, dischiude la dimensione difficile del segreto, creando occasioni di dialogo con l’imprendibilità propria e altrui e come pratica delicata e attenta di ospitalità per il mistero. Attraverso parole e immagini – artistiche, cinematografiche e fotografiche – il testo percorre le tentazioni della traduzione del silenzio, proponendo di bonificare il terreno di visione e ascolto dalle urgenze della definizione, mediante i gesti e le cure di una “pedagogia del senso sospeso”.

Emanuela Mancino insegna Filosofia dell’educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Milano-Bicocca. È membro del consiglio direttivo e del collegio docenti della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e responsabile scientifico-organizzativa di Accademia del Silenzio. Ha creato e dirige il Gruppo di ricerca sulle trame educative, presso l’Università di Milano-Bicocca. Ha ideato e conduce diversi percorsi formativi e di ricerca – nazionali ed internazionali – sui temi di filosofia e pedagogia della narrazione. Tra le ultime pubblicazioni, si segnalano: Un cinema parlato. Trame di pedagogia della narrazione con gli occhi di un’altra lingua (Mimesis, 2009), Cambiamenti incantevoli. Bellezza e possibilità di apprendimento (con G.M. Zapelli, 2011), Sempre in anticipo sul mio futuro. Auto-biografia di Marcello Cesa-Bianchi (2012) e Narrare con altri linguaggi in D.Demetrio, Educare è narrare, Le teorie, le pratiche, la cura (Mimesis, 2012), Il segreto all’opera. Pratiche di riguardo per un’educazione del silenzio (Mimesis, 2013).

In libreria o sul sito http://www.mimesisedizioni.it/Accademia-del-silenzio.html

La piuma blu

Marco Ermentini – La piuma blu, Abecedario dei luoghi silenti
Collana Accademia del silenzio, 3,32 euro, 48 pp., ISBN:978-88-5751-599-1

Quali sono i luoghi dove nasce il silenzio? Nelle nostre chiassose città dove il rumore è fabbricato come una merce è difficile trovarli, ma quando se ne scova uno lo si segnala con una piccola piuma blu. Questo taccuino insegna come cercare i luoghi silenti stanandoli dagli interstizi della città e della campagna utilizzando tecniche timide per scoprire gli anfratti, le crepe e le lesioni e mandare in tilt le certezze del mondo con l’immaginazione. Il segreto è semplice: saper ascoltare il luogo senza giudicare, lasciandolo essere, mettersi in sintonia, creare una nuova alleanza, una simpatia fatta di amicizia, di pietà e confidenza. Così nasce una specie di guida che si oppone agli spazi ostentati e rumorosi dove l’architettura è esibita senza pudore e il chiasso la fa da padrone. Dobbiamo imparare a vedere il silenzio con gli occhi e riconciliarci con il mondo. È una sfida: anche le rivoluzioni si fanno in maniera silenziosa.

Marco Ermentini, architetto, è presidente della Shy Architecture Association che raggruppa il movimento per l’architettura timida. Ha al suo attivo azioni provocatorie (l’invenzione del miracoloso farmaco Timidina), ironiche (la patente a punti per il restauro) e meravigliosamente sconclusionate. Ha vinto nel 1995 il Premio Assisi per il miglior restauro eseguito in Italia e nel 2013 la menzione speciale del Premio Internazionale Domus Restauro. Si definisce un pescatore di paradossi nel fiume dei luoghi della vita. Ha scritto più di recente: Restauro timido, architettura affetto gioco (2007), Architettura Timida, piccola enciclopedia del dubbio (2010), Esercizi di astinenza (2011). È tra i fondatori dell’Accademia del Silenzio.

In libreria o sul sito http://www.mimesisedizioni.it/Accademia-del-silenzio.html

La poesia del silenzio, il silenzio della poesia


La poesia del silenzio, il silenzio della poesia
29-31 agosto 2013
laboratorio a cura di Stefano Raimondi

La poesia è uno spazio dove l’impossibile, come l’incredibile possono avere il loro luoghi, lasciare le loro tracce, nella speranza che qualcuno le veda e le riconosca. Ogni poesia è come un “messaggio in una bottiglia” che nel silenzio della sua trasparenza, trattiene il suo “grido”, la sua presentazione, la sua richiesta d’aiuto.
Ogni poesia ha un “tu” al quale prestare attenzione, del quale prendersi cura e, quel primo “tu”, siamo noi con i nostri silenzi, con i nostri desideri.
A raccogliere tutte queste possibilità è il silenzio che si innesta tra una parola e l’altra, tra una stretta di mano e l’altra e di noi sa come raccontare la sua storia e la sua inconfutabile testimonianza.
Alla parola poetica appartiene il silenzio per necessità e grazia e al silenzio, la parola scelta da un verso, torna come per decantarsi, come per lasciare cristallizzare la sua esperienza acquisita, conquistata, trovata.
Esistono diversi silenzi della poesia, come esistono differenti modi di renderlo “udibile”, “visibile”.
A questi diversi modi “per dirlo” sono dedicate le ore che concederemo al suo incontro.
Esiste una poesia del silenzio, quella della quiete e della somiglianza ed esiste un silenzio della poesia, quello della scrittura, della creatività e delle idee e sarà proprio su queste due coordinate, che la ricerca si estenderà, trovando/cercando nella poesia del Novecento e nelle voci poetiche più significative, un rimando al nostro passaggio del mondo.
Al silenzio servono silenzi e da qui le parole poetiche faranno da segnavia ad un procedere per ascolto e attenzione: un riconoscimento, una sorta di rimpatrio.
Il percorso si svilupperà in due momenti (teorico-pratico) dove la parola poertica sarà l’ospite principale alla quale bisognerà rendere di nuovo ospitalità.
Nella parte teorica si tratteranno i diversi tipi di silenzio che le parole innescano nella tracciabilità di un sentire poetico. Nella parte pratica si cercherà di fare esperienza con le parole portate dalla propria pratica silenziosa.
In questa condivisione il silenzio saprà dire di noi parole scelte e trascelte dal loro stesso restare in ascolto.

Silenzio dammi spazio, dammi parole d’arca: quelle tenute tra gli acuti della calma, quelle che salvano, che portano a riva. Dammi il bianco che serve per guardare, il coraggio tenermi le mani. Dammi un sapore che sappia sentire le storie sperdute tra gli abbracci, tra la notte e il merlo che salta nel giorno. Dammi un silenzio che sappia di me fare mare e marea insieme e come una sentenza, mi dica il perdono della luce, la calma dell’ombra e il respiro del buio. Lascia che da qui riparta a raccontarmi di nuovo, come un labbro già pronto in un bacio.

Stefano Raimondi

Per iscriversi

Le trame del silenzio, laboratorio di Emanuela Mancino

Le trame del silenzio
Itinerari cinematografici tra soste e incantamenti


29-31 agosto 2013
laboratorio a cura di Emanuela Mancino

Il silenzio abita il luogo che sta tra le parole: le attraversa. L’intreccio di voce e tacere crea in-canti, permette di ammutolire per i “troppo pieni” o i “troppo vuoti” delle emozioni. Oppure fa parlare. A volte in abbondanza.
Per imparare a sostare nell’incanto ci avvarremo delle compagne più silenti e vocianti che ci accompagnano: le immagini. Attraverseremo il dialogo incessante, sussurrato eppure potente che intratteniamo con loro. Percorreremo il loro saper restare nei ricordi e risvegliarsi all’improvviso, per legarsi ad altre.
La materia di questi legami sarà il cinema, che abiteremo come territorio in cui dare udienza a immagini silenti in noi, sussurri di sguardi che si sono già posati altrove e che le pellicole sanno richiamare, ridicendoci quel che ci sorprende e ri-guardandoci in modo così intimo da non poter, a volte, essere detto.
Il seminario porterà i partecipanti, in modo progressivo, ad immergersi in immagini cinematografiche in grado di evocare il silenzio e permettere agli stupori, alle intime commozioni, a quei momenti in cui siamo stati tutt’uno con i nostri sguardi, di riaffiorare e dirsi attraverso immagini di altri. Le pellicole prese in esame saranno trattate in modo antologico nella prima parte per portare il gruppo, come d’abitudine, a concentrarsi su un singolo film, scelto in ragione del suo potere di incantamento.
Si richiede l’uso di una macchina fotografica digitale per ogni partecipante.

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